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Maurizio Scarpari sulla Cina, la visione e l’ideologia di Xi

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Il volume La Cina al centro (il Mulino 2023) di Maurizio Scarpari è uno studio approfondito sul Dragone dal profilo storico e ideologico. Si parte dai Giochi Olimpici Invernali a Pechino del 2022, quando il paese si trovava in una fase delicata, affrontando crisi epocali su vari fronti: politico, economico, finanziario, sanitario. Il 4 febbraio, il presidente Xi Jinping dichiarò: «Il mondo osserva la Cina e la Cina è preparata». In collaborazione con Mosca, stipulò accordi multimiliardari garantendosi un approvvigionamento pluriennale di petrolio e gas a condizioni vantaggiose. In Cina come in Russia, prevale un’orientazione anti-NATO e antiamericana. E poi fu guerra in Ucraina: l’unico desiderio di Xi era che la guerra non eclissasse i Giochi. E in effetti l’“operazione militare speciale” avvenne solo dopo la conclusione degli stessi. Come al Cremlino, anche Xi era convinto che la guerra sarebbe stata regionale e di scarsa rilevanza.

Si adoperò per tranquillizzare i connazionali in Ucraina, 10mila persone – principalmente lavoratori coinvolti nei progetti della BRI. Via via, il governo cinese si allineò alle versioni diffuse dalla propaganda russa sulla guerra in Ucraina. Il primo capitolo del volume affronta il ritorno in primo piano della Cina a livello globale. L’odierna Cina si discosta nettamente da quella che Xi ha ereditato nel 2012. Il presidente cinese è difatti salito al potere con la convinzione che la Cina era pronta per ripresentarsi vittoriosamente al mondo dopo il “secolo delle umiliazioni”. Durante il XX Congresso del PCC, nell’ottobre 2022, Xi Jinping è stato confermato come segretario generale del Partito e presidente della Commissione Militare. Grazie a un emendamento del 2018, Xi ha allontanato dagli incarichi di rilievo gli avversari sopravvissuti alle purghe precedenti e ha assegnato incarichi a colleghi di comprovata fedeltà.

Oggi i poteri politici, economici e militari sono modellati in funzione della sua egemonia. Nel volume, Maurizio Scarpari fa frequenti riferimenti alla Storia e alle tradizioni del PCC, notando come Xi abbia ignorato i limiti temporali per le più alte cariche dello stato. Con una crescita economica che ha stupito il mondo intero, la Cina è emersa dalla povertà e sottosviluppo. Tuttavia, inevitabilmente, si sono manifestati nuovi problemi. Nonostante sia il paese più inquinante al mondo, la Cina si trova infatti anche tra le nazioni con le maggiori disparità sociali. Maurizio Scarpari sottolinea che la fuga di capitali è in continuo aumento, il sistema di welfare rimane arretrato in vari settori. Altre criticità includono il settore immobiliare, edile, bancario e finanziario. Il processo di urbanizzazione ha portato allo spopolamento di intere regioni e ha generato milioni di migranti interni.

L’apertura della Cina al mondo si è fondata sulla dottrina del mantenere un basso profilo. Tuttavia, non bisogna sottovalutare l’impatto dell’attivismo dei funzionari cinesi nelle organizzazioni transnazionali e internazionali. Il cui obiettivo è conquistare posizioni di rilievo nell’interesse del governo. Per la Cina, la diplomazia del soft power si accompagna a offerte concrete di assistenza – prestiti, competenze, sostegno all’istruzione. Questa narrazione sfrutta il sentimento diffuso di avversione verso gli Stati Uniti e l’Occidente. La Cina possiede anche una dimensione di soft power, rappresentata dagli Istituti Confucio. Xi è stato selezionato per le sue capacità, le sue connessioni familiari di alto rango e il suo ampio programma di riforme. La sua idea è di riscoprire le radici culturali e di mostrare al mondo il valore e la superiorità della cultura cinese. Maurizio Scarpari ne identifica gli elementi.

1) Questione morale e lotta alla corruzione. 2) Promozione della cultura tradizionale. 3) Disciplinamento sociale per creare una nuova coscienza. 4) Incoraggiamento della promozione dell’orgoglio nazionale e dei valori patriottici. 5) Eliminazione della povertà assoluta entro il 2020 – obiettivo raggiunto. 6) Intensificazione delle politiche per riequilibrare le diseguaglianze sociali. 7) Crescita economica congrua. 8) Rinnovamento del sistema produttivo, con attenzione alla salvaguardia dell’ambiente. 9) Ammodernamento delle infrastrutture. 10) Innovazione tecnologica come motore di sviluppo. 11) Rafforzamento del sistema finanziario. 12) Controllo dei flussi di capitali. 13) Modernizzazione dell’Esercito Popolare di Liberazione. 14) Miglioramento del sistema di sicurezza interna. Maurizio Scarpari sottolinea come, con il consolidarsi del potere di Xi, la postura del governo e della diplomazia sia divenuta sempre più assertiva. Nel 2013 è stato lanciato il progetto One Belt One Road, delineando così una nuova visione per l’ordine mondiale futuro.

La nuova Cina propone un modello di relazioni internazionali incentrato sulla cooperazione vantaggiosa (win-win), con una prospettiva che sembra trascendere gli stati-nazione e le sfere ideologiche. A differenza di Banca Mondiale e FMI, che concedono prestiti a tassi agevolati ai paesi in via di sviluppo condizionandoli al rispetto di una serie di obblighi, gli istituti finanziari cinesi non impongono condizioni. Solo in Africa, una decina su circa cinquanta stati sembrano essere caduti nella famosa “trappola del debito”. Una delle condizioni che regolano gli scambi con molti paesi africani è la crescente richiesta di condurre transazioni in valuta cinese per contrastare l’egemonia del dollaro. Xi dice che vuole creare un ordine internazionale – a suo dire – più equo, non più orientato in modo verso l’Occidente. Il che implica la necessità di sviluppare un sistema innovativo per regolare i rapporti tra popoli e stati.

Tuttavia, per risolvere i problemi esterni, Xi deve affrontare quelli interni. Maurizio Scarpari ricorda che la politica zero-Covid ha letteralmente chiuso il paese al mondo, accentuando le fragilità strutturali del sistema politico, economico, produttivo e sanitario. L’insoddisfazione della popolazione è emersa a causa delle mutate condizioni di vita, del crescente controllo delle autorità e dell’inasprimento delle misure di repressione e limitazione delle libertà. Il richiamo alla sicurezza nazionale è qualcosa a cui gli autocrati fanno spesso riferimento. Quanto alle riforme interne di Xi comprendono diversi capisaldi: 1) Radicalizzazione dei principi marxisti. 2) Potenziamento dei principi leninisti nel PCC. 3) Controllo dei mezzi di comunicazione. 4) Censura e repressione del dissenso. 5) Indottrinamento ideologico. 6) Assertività in politica estera. 7) Realizzazione del sogno cinese.

Infine, Maurizio Scarpari esplora la questione di Taiwan. Xi ha ribadito l’intenzione di ristabilire la sovranità cinese sull’isola, considerandola una provincia ribelle da riannettere possibilmente entro il 2035, dopo la normalizzazione delle ex colonie di Hong Kong e Macao. E comunque non oltre il 2049. La questione di Taiwan si è di recente complicata a seguito del deteriorarsi delle relazioni tra Cina e Stati Uniti. L’autore sottolinea che le autorità cinesi cercano di presentarsi come una nazione pacifica che non interferisce nelle questioni di altri paesi sovrani. Con Xi Jinping, la Cina si trova in una posizione ambigua tra futuro e passato, caratterizzata da una serie di ingredienti apparentemente irreconciliabili. 1) L’adesione al Marxismo-Leninismo. 2) Il recupero dell’ideologia imperiale confuciana. 3) Il rilancio del sentimento nazional-patriottico. 4) Il potenziamento dell’apparato militare. 5) Il capitalismo di stato più centralizzato. Tutto ciò compone un’ideologia ibrida e totalitaria.

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Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, classe 1997, MA in Relazioni Internazionali, BSc in Comunicazione, giornalista freelance, gestisce “Blackstar”, www.amedeogasparini.com

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