I diversi tipi di fioritura connessi al cannabidiolo

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Il cannabidiolo (CBD) sta facendo parlare di sé come alternativa naturale ai medicinali per alcuni problemi di salute. Si ritiene infatti che possa essere efficace nel trattare ansia, depressione, dolore cronico ed epilessia. Le ricerche scientifiche su questi benefici sono ancora in corso. Tuttavia, molte persone riferiscono di aver ottenuto risultati positivi dall’uso del CBD.

Il cannabidiolo è un composto chimico presente nella pianta di cannabis. Viene estratto dalle infiorescenze ed è trasformato in diversi prodotti, tra cui oli, capsule, creme e gocce.

La fase di fioritura è perciò molto importante per la produzione di cannabidiolo. Diverse piante e tecniche di coltivazione possono influire sul risultato finale.

La fase di fioritura

Durante la fase di fioritura le infiorescenze maturano e producono la maggior parte della sostanza. I iori femminili sono quelli che producono maggiori quantità di CBD e terpeni. Questi ultimi contribuiscono all’aroma della cannabis e sono noti per potenziare gli effetti del CBD.

La fioritura può avvenire outdoor o indoor. Tra i due tipi di fioritura ci sono differenze sia nelle tecniche che nei risultati. Esiste inoltre la possibilità di usare semi autofiorenti. 

Semi autofiorenti

I semi autofiorenti veloci sono semi che producono piante autofiorenti. Vengono creati incrociando la varietà Ruderalis con la Sativa o Indica.

A differenza delle piante tradizionali, la fioritura da semi autofiorenti non dipende dal tempo di esposizione alla luce. Le piante di cannabis tradizionali fioriscono solo quando le ore di luce diminuiscono. Diversamente, le piante autofiorenti fioriscono in base all’età della pianta.  

Inoltre crescono più velocemente e hanno un ciclo di vita più breve. Questi semi fioriscono in 2-4 settimane e richiedono solo 8 settimane dal germoglio al raccolto.

Per questi motivi i semi autofiorenti sono molto popolari tra i coltivatori, anche tra i più esperti. 

Fioritura fotoperiodica

La fioritura fotoperiodica è il processo in cui le piante femmina producono infiorescenze mature. Le piante femmina sono quelle che producono la maggior parte dei cannabinoidi. Quelle maschio invece producono polline.

La fioritura fotoperiodica è influenzata dalla durata della luce del giorno ed inizia quando le ore di luce diminuiscono. I tempi di fioritura dipendono dalla varietà e dalle condizioni ambientali. In genere può durare dalle 8 alle 14 settimane.

Qualità e varietà della pianta sono importanti per una fioritura ottimale. Per ottenere ottimi risultati, si consiglia di acquistare semi da allevatori affidabili come Seedsman.

Anche le condizioni ambientali sono un fattore importante. Durante questa fase le piante richiedono maggiori cure. Una temperatura più calda e una maggiore esposizione possono accelerare il processo. Al contrario, temperatura ed esposizione minori possono rallentarlo.

Altri fattori che influiscono sulla fioritura sono la nutrizione e l’umidità. In questa fase infatti è importante assicurare un’adeguata fornitura di fertilizzanti e micronutrienti.

Fioritura outdoor

La fioritura outdoor è il processo in cui la pianta fiorisce in base alle condizioni naturali della luce. Come già accennato, la fioritura inizia con la minore esposizione alla luce, cioè con l’arrivo dell’autunno.

La coltivazione all’aperto offre alcuni vantaggi. Permette di avere più spazio e di poter godere dell’acqua piovana. Inoltre, le piante ricevono luce naturale, completa di raggi UVA e UVB. In risposta a questi ultimi, le piante producono delle sostanze protettive che migliorano la qualità delle cime. Infine il suolo è ricco di sostanze nutritive naturali che favoriscono la crescita.

Fioritura indoor

La fioritura indoor è il processo in cui la pianta viene indotta a entrare in questa fase artificialmente, riducendo le ore di luce. Coltivare le piante in una serra o grow room consente un maggiore controllo su temperatura, umidità e acqua. Questi parametri possono essere programmati per regolare la fioritura durante tutto l’anno. Tuttavia la luce artificiale non è al livello di quella naturale. Inoltre il suolo non ha la stessa varietà e qualità di nutrienti. Si può comunque ottenere un prodotto di qualità con i giusti accorgimenti. Tra questi ci sono delle lampade a spettro completo e tecniche per aumentare la quantità di microrganismi nel suolo.

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