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Centenario Aeronautica Militare: ne parliamo con un Vam

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VAM in servizio al MAF di Jesolo. Foto per concessione dell'Ass. Naz. VAM.
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Il 2023 è un anno di festeggiamenti per l’Aeronautica Italiana. Nata il 28 marzo 1923 come Regia Aeronautica, la Forza Armata dell’aria italiana festeggia cento anni.

Per l’occasione abbiamo voluto incontrare l’Associazione Nazionale Vigilanza Aeronautica Militare (Vam), nella persona del consigliere nazionale Cristiano Cilloni.

La categoria Vam venne istituita ufficialmente nel 1958, per formare un corpo specializzato nella vigilanza di tutte le installazioni aeronautiche. Il corpo è stato abolito con la riforma dell’organica dell’Aeronautica Militare nel 2005. Da segnalare l’episodio della crisi di Sigonella, caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti d’America avvenuto nell’ottobre 1985, quando l’11 di quel mese la Vam, insieme ad alcuni carabinieri, circondò un aereo egiziano. Un reparto della Delta Force statunitense circondò a sua volta i militari italiani, senza arrivare allo scontro diretto.

Per fare gli auguri all’Aeronautica Militare, theWise Magazine ha incontrato Cristiano Cilloni, membro del consiglio nazionale e responsabile area centro nord dell’Associazione Nazionale Vam.

Cristiano Cilloni. Foto per gentile concessione dell’intervistato.

Cosa significa essere un VAM?

«Vam è l’acronimo di Vigilanza Aeronautica Militare, reparto speciale dell’Aeronautica cui accedeva chi superava test attitudinali particolari. Farne parte ne era un motivo d’orgoglio, ma anche di grande responsabilità. Infatti, i Vam dovevano vigilare sui beni, sugli aeroporti e sugli armamenti dell’Aeronautica stessa. Con la soppressione della leva del 2004, il nostro servizio è stato sostituito con il servizio di Supporto Operativo e Difesa Terrestre (Sodt), composta dai volontari in ferma prefissata.

Si dormiva poco e bisognava rimanere sempre vigili: ci chiamavano “guardiani silenziosi” o Vampiri, proprio perché eravamo sempre svegli! Il nostro reparto è forse uno tra i più sconosciuti delle Forze Armate, nonostante migliaia di ragazzi ne abbiano fatto parte. Chi è Vam lo rimane in eterno!».

Come mai non hai proseguito il percorso militare e sei tornato a vivere una vita da civile?

«Diciamo che a diciott’anni si hanno tante idee e speranze per il futuro lavorativo… e tra quelle non c’era la vita militare! Avevo interrotto gli studi per il servizio di leva. La mia priorità, dopo quell’anno, era finire il percorso scolastico per poter andare a lavorare con mio padre che allora era responsabile di un’azienda di impianti elettrici. Inoltre, per poter rimanere nell’Aeronautica si poteva fare la firma solo nei primi sei mesi di leva, i peggiori in assoluto».

Cos’è l’Associazione Nazionale VAM? Quali sono i vostri servizi e le vostre finalità?

«L’associazione nazionale Vam nasce ufficialmente nel 2012, dopo due raduni nazionali fatti a Viterbo, all’aeroporto Fabbri, ora Scuola Marescialli, che fino al 2004 è stata la “casa” di noi Vam. Questi due eventi hanno visto l’arrivo nella base di centinaia di commilitoni.

Per dare seguito a questi raduni e riunire i Vam sotto un’unica associazione, si è creata l’Anvam. Dapprima l’associazione organizzava i raduni nazionali a Viterbo, oltre che a pranzi e cene per poter riunire diversi avieri di ogni età e per poter ascoltare racconti e aneddoti provenienti da tante esperienze diverse.

Dopo qualche anno, più precisamente dal 2014, si è creato all’interno dell’associazione un nucleo di volontari che operano a stretto contatto con l’Associazione Arma Aeronautica (in quanto affiliati) e all’Aeronautica Militare stessa per svolgere quello che era la mansione del Vam. Una vigilanza, questa volta, in eventi, manifestazioni e feste organizzate in tutt’Italia.

Dal 2015 operiamo anche agli Air Show delle Frecce Tricolori. Particolare impegno lo abbiamo avuto nei servizi dei raduni nazionali Arma Aeronautica di Latina e Alghero, oltre le innumerevoli manifestazioni aeree che ogni anno ci vedono impegnati».

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I Vam con il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Luca Goretti (al centro, con la camicia azzurra). Foto per gentile concessione dell’Associazione Nazionale Vam.

A differenza di altre associazioni d’arma, la vostra è molto giovane: 12 ottobre 2012. Un esempio di un buon utilizzo dei social, insomma…

«Decisamente sì. L’associazione è nata proprio grazie a Facebook. I social sono stati fondamentali in questi anni, se se ne fa buon uso sono veramente utili. Sono riuscito a trovare diversi miei commilitoni che non sentivo da trent’anni!».

Come vi muoverete per il centenario dell’Aeronautica Militare?

«Saremo in rappresentanza a Roma, proprio in questi giorni, per le celebrazioni del centenario presso Piazza del Popolo, e a giugno agli air show di San Benedetto del Tronto, Rimini e per la grande festa di Pratica di Mare. Poi a settembre ci troverete a Jesolo e a Torino. Oltre che ad altri eventi in diverse città italiane come Parma, Modena e Fidenza».

Pensi che le persone conoscano abbastanza il mondo delle associazioni d’arma?

«Penso che il mondo associativo e in particolare quello d’arma non sia del tutto conosciuto. Molti sono titubanti oppure non vogliono più saperne delle Forze Armate per diversi motivi. Le associazioni sono molto operative nel sociale e nel volontariato, si occupano di emergenze, vigilanza e controllo, oltre che donazioni e raccolta fondi. Ci sono tante cose da dire… consiglio la visita al museo storico sponde del Lago di Bracciano.

Noi siamo disponibili a qualsiasi chiarimento o a rispondere alle eventuali domande che vorrete farci. Potrete trovarci sui principali canali social da Facebook a Instagram. Se avete la passione per l’arma azzurra e vorreste avvicinarti a questo mondo, siete i benvenuti. Cave adsum!».

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Marco Capriglio

Orgoglioso cittadino di Scandiano (RE), terra di Lazzaro Spallanzani e dell'Orlando Innamorato, dove sono nato nel 1996 e tutt'ora risiedo, sono docente specializzato di sostegno in anno di prova nella scuola secondaria di secondo grado. Già vicepresidente della testata online theWise Magazine, mi divido tra il mondo della disabilità e quello della storia militare, soprattutto in ambito locale. Ho una seconda identità di batterista punk rock. Altrettanto orgoglioso addetto stampa dell'Associazione Nazionale Carabinieri Scandiano e socio del Centro Studi Lazzaro Spallanzani.

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