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Il generale Carlo Terenziani, da Reggio Emilia al vertice dell’Arma

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A gennaio 2022 è stato pubblicato il volume Il generale Carlo Terenziani: un reggiano ai vertici dell’Arma dei Carabinieri. Gli autori sono lo storico locale Marco Montipò e Marco Capriglio, vicepresidente di theWise Magazine.

Oggi li abbiamo incontrati per parlare della figura del generale e del valore della storia locale.

Chi era il generale Carlo Terenziani?

«Difficile dirlo in poche parole! Nato a Reggio Emilia e cresciuto a nella frazione di Casalgrande, il militare, appena uscito dalla scuola ufficiali, ha combattuto la Seconda Guerra Mondiale in Africa Settentrionale e, dopo l’armistizio, è stato fatto prigioniero e condotto in un campo di concentramento tedesco. Nell’era repubblicana si è speso per combattere il crimine ed è stato uno dei protagonisti della guerra fatta dallo Stato contro i sequestri in terra sarda.

Durante la sua brillante carriera è arrivato ai vertici dell’Arma dei Carabinieri, ricoprendo l’incarico più elevato a cui un appartenente alla Benemerita potesse aspirare: vice comandante generale dell’Arma dei Carabinieri. Il comando generale, infatti, fino al 2000, anno in cui i carabinieri passarono a forma armata autonoma, era ricoperto esclusivamente da un appartenente dell’Esercito Italiano».

Il generale di corpo d’armata Carlo Terenziani.

Cosa si prova a vedere concretizzati i propri sforzi di ricerca?

«Noi, in quanto autori del volume, siamo più che soddisfatti di questo libro per diverse ragioni. La prima, e forse la più scontata, è vedere che il proprio sforzo è diventato qualcosa di concreto. La seconda, sicuramente più importante, è apprendere che grazie alle nostre ricerche è stato portato alla luce un personaggio reggiano di rilievo nazionale.

Inoltre il Comune di Casalgrande ha deciso di intitolare una via a questo suo figlio. Non è scontato, infatti, che il frutto di una ricerca storica porti alla intitolazione di una via in una città. Questa è certamente la soddisfazione e il riconoscimento più grande. Cogliamo l’occasione in questa sede di invitare tutti i lettori alla cerimonia e ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, prime su tutte Elvira e Paola Terenziani, figlie del generale, che ci hanno concesso gentilmente di consultare l’archivio delle memorie del padre e ci hanno fornito le fotografie contenute nella pubblicazione».

Qual è il valore della storia locale, per una comunità che vive tutti i giorni le strade del proprio paese?

«Riteniamo che i cittadini, soprattutto quando si tratta di una comunità che hanno una forte identità culturale, debbano conoscere il passato del proprio paese. Un esempio di questi potrebbe essere la toponomastica, ovvero le storie delle persone che danno il nome alle vie e alle piazze. Sapere le storie che si celano dietro dei nomi sui cartelli stradali crediamo sia bello, utile e faccia sentire ancora più i cittadini uniti da una cultura identitaria, poiché questi sono grandi o piccoli “eroi” locali».

Tante soddisfazioni, ma anche tante difficoltà. Quali sono quelle a cui va incontro chi tratta storia locale?

«Le difficoltà sono davvero tantissime. Uno storico locale molto spesso conduce ricerche storiche per passione, poiché per vivere fa un altro lavoro. Di conseguenza bisogna riuscire a trovare il tempo per andare negli archivi pubblici: molto spesso, purtroppo, hanno orari che coincidono con i normali orari lavorativi. Bisogna poi tener conto delle spese per gli spostamenti e le ore di viaggio impiegate per questi».

Marco Montipò e Marco Capriglio.

Avrebbe senso secondo voi insegnare storia locale nelle scuole?

«Pensiamo che sia un’ottima possibilità! Il manuale scolastico spiega molto bene gli avvenimenti, le date e i grandi nomi di battaglie e personaggi. Quando però si riporta ai ragazzi che in quella battaglia era presente un loro bisnonno, tutto cambia. Questo aiuta ad attrarre la loro attenzione e a renderli più partecipi. La grande storia nazionale non è altro che il frutto di tante piccole microstorie, inserite in un determinato contesto e amalgamate tra loro!».

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

«Abbiamo vari progetti in mente, sia singoli che in coppia. Presto uscirà una monografia più ampia che tratterà la storia dell’Arma dei Carabinieri sul territorio in cui viviamo. Poi si vedrà, le idee arrivano quando meno te lo aspetti!».

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Francesco Spagnol

Nato a Bologna nel '94, ho studiato al Liceo Classico Minghetti, per poi laurearmi in Lettere Classiche (BA) e in Filologia Classica (MA). Quindi ho studiato a Londra per conseguire un MA Publishing presso UCL. Sono stato caporedattore di theWise per i primi anni di vita del progetto, oggi sono vicepresidente. Lavoro come editor, copywriter e agente.

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