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The Lux: seguire i propri obiettivi fino a perdere se stessi conduce al nulla

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The, come l’articolo brit per eccellenza. Lux come Luzzara, il luogo delle origini, paese della bassa reggiana. I The Lux sono Filippo Ferrigo, cantante e compositore, Giorgio Ferrari alla chitarra solista, Francesco Masetti al basso e Nicola Brighenti alla batteria. Il progetto indie vede la luce nel 2015: l’english melancholy di Filippo, che si ispira alla scena mainstream londinese degli anni Novanta, si unisce all’energia metal di Giorgio, nel corso degli anni al groove di Francesco e all’eleganza ritmica di Nicola, per creare un sound pop-rock grezzo e deciso, che immerge le radici del Brit Rock.

Nell’anno seguente la band dà alla luce il suo primo lavoro – la demo Heart of Stone, che contiene cinque tracce; nel corso dello stesso partecipa allo Zocca’n’Roll, contest di Radio K-Rock, e nel 2017 a Emergenza Festival.

Sempre nel 2017 ha inizio la registrazione in studio di Moodular, il secondo progetto della band. Moodular è una raccolta di sei tracce che, nonostante siano accumunate dal sound british, sono ispirate da un unione di diversi generi musicali. Il titolo e le canzoni infatti vogliono dare all’ascoltatore un’opportunità di interpretare le varie sfumature raccolte nei brani e al cambio di umore (mood) delle stesse. Il singolo estratto dall’EP è You bring me down. Nel 2020 viene prodotto e registrato un nuovo singolo dal titolo Atelier.

La band emiliana pubblica nel gennaio 2022 il nuovo singolo Death of the Night con Sorry Mom e Artist First. Il brano presenta le stesse sonorità brit che hanno caratterizzato il sound del quartetto fin dagli esordi.

La composizione è frutto di un percorso interiore, nel quale ci si trova faccia a faccia con i propri desideri e obiettivi, nonché con la frustrazione che deriva dalla difficoltà nel raggiungerli. La matrice britannica emerge nei graffianti riff di chitarra che si sviluppano in una diffusa malinconia di fondo.

Un singolo diretto, impreziosito dall’arrangiamento che ne esalta il testo, accompagnato da un videoclip diretto da Luca Moretti e Ratio Films. Qui l’inseguimento degli obiettivi viene rappresentato da un filo che ogni persona è portata a seguire, ma che finisce per condurre al nulla, all’insoddisfazione.

Un altro elemento metaforico molto presente sono gli specchi: incapaci di riflettere chi hanno di fronte, simboleggiano il non sapersi riconoscere.
Dicono i The Lux: «Avere la consapevolezza di essere davvero sé stessi vuol dire essere liberi e realizzati».

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