L’assurda storia del finto lord inglese in gita a Kabul

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La settimana appena trascorsa passerà alla storia per la rocambolesca fine dell’occupazione occidentale in Afghanistan. I media di tutto il mondo hanno trasmesso le immagini dell’aereo statunitense inseguito da locali in fuga; dei talebani entrati armi in pugno nel palazzo presidenziale; del debole esercito afghano che fugge ai confini.

Col passare dei giorni, assieme alla grande storia della caduta di Kabul, sono nate sempre più sottotrame, piccole storie – il più delle volte drammatiche – originate dal caos di una nazione in guerra. Tra queste, la più originale è probabilmente quella di Lord Miles Routledge.

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La vicenda

E’ il 13 agosto quando, sul celebre forum americano 4Chan, appare un post con questo testo.

Ho deciso di fare un salto in Afghanistan per qualche giorno, non ci sono mai stato prima. Sono qui solo per oziare e prendere il sole. Mi sembra più tranquillo di Londra.

Ad accompagnarlo, il selfie di di un giovane bianco che passeggia in quello che potrebbe benissimo essere un mercato afgano. Questa bizzarra avventura la racconta un utente che si fa chiamare Miles Routledge. Il ragazzo si presenta come uno studente inglese di ventun anni («studio fisica alla Loughborough University» scrive) col pallino di visitare i dieci luoghi più pericolosi del pianeta. Nel corso della discussione su 4Chan – forum famoso per la sua moderazione blanda e per questo frequentato anche da hacker ed estremisti di destra – Miles racconta di aver visitato Chernobyl in passato, e di aver tentato di entrare in Corea del Nord poco prima della pandemia. Tra i Paesi più pericolosi del mondo l’Afghanistan è quello con la visa più economica, spiega, è per questo lo ha scelto come meta delle sue vacanze estive.

La prima foto di Miles Routledge in Afghanistan | 4Chan

Per giorni Miles racconta la sua esperienza sul forum e sul suo profilo Facebook, e immediatamente attira l’attenzione del web. «Sei davvero in Afghanistan? provacelo!» chiede un utente. «L’ambasciata inglese sa della tua presenza?» gli domanda un altro. E c’è chi si innamora della sua storia: «sono convinto che Miles sia reale. Allacciate le cinture ragazzi, questo sarà un thread leggendario» scrive un anonimo. Dal canto suo, il giovane continua a descrivere la sua vacanza a Kabul.

La sensazione è surreale, mi sconcerta come la gente viva quotidianamente una vita normale qui, c’è un costante odore di acido nelle strade con cui non potrei vivere, le strade sono un caos ed è solo puro rumore costantemente. Quando il mio autista è venuto a prendermi all’aeroporto, un gruppo di ragazzine di 4-8 anni si è avvicinato alla mia macchina e ha sbattuto sul finestrino per chiedere soldi e ha corso accanto a un’auto su un’autostrada trafficata.

[…]

La mia stanza è bella, è nascosta dalla strada e barricata con diverse porte d’acciaio e posti di blocco con guardie. Ho un televisore da 32 pollici, ho l’aria condizionata che funziona sorprendentemente bene. Il letto matrimoniale e il materasso è duro come la roccia, ma a quanto pare questa è l’usanza qui, mi piace un po’. Ho un bagno privato e ho la colazione al mattino, se voglio, senza alcun costo. Offrono anche takeaway (ho controllato Uber Eats per qualche cazzata, ma non c’è niente) così ho preso qualcosa ieri sera, molto buono ed economico.

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Miles non sembra essere particolarmente preoccupato della sua scelta, nonostante il caso abbia voluto che il suo arrivo a Kabul coincida con la ritirata occidentale e il rapidissimo collasso delle istituzioni afghane. Solo due giorni dopo la data in cui sostiene di essere arrivato nel Paese, la capitale si arrenderà agli studenti coranici.

Ma il giovane non ci sta a passare per uno sprovveduto, e a poche ore dall’inizio della sua storia spiega:

Se i talebani mi rapiscono, il piano è semplice: Legalmente sono un Lord (ho comprato un certificato falso, ho indossato un abito e sono andato in banca) quindi c’è scritto “Lord” su tutte le mie carte di credito. I talebani potrebbero vederla come una ragione sufficiente per tenermi in vita, pensando che possa avere un certo valore al tavolo negoziale in quanto persona di rilievo. Speriamo che non si arrivi a quella fase, però.

In allegato una nuova foto, stavolta della sua American Express parzialmente censurata con su impressa la dicitura «Lord M.L. Routdlege».

Col passare delle ore, intanto, i talebani si fanno sempre più vicini alla capitale, e gli utenti di 4Chan iniziano a chiedergli se abbia intenzione di tornare a casa. «No» risponde lui, che aggiunge «sono sicuro che passerà ancora qualche settimana prima che Kabul cada». Nel mentre proseguono i resoconti di Miles, sempre più incentrati sulla guerra in corso. Il 14 scrive:

Dunque, i talebani hanno una regola nel loro territorio, una specie di moglie assegnata dal governo. Tutte le donne sopra i 17 anni devono registrarsi presso i talebani per poter organizzare un matrimonio, dato che i talebani non hanno mogli, ed è per questo che molte donne fuggono verso la capitale.

La maggior parte degli afghani non vedrà mai i talebani a parte un camion di passaggio, la gente dice di avere paura perché dopo 40 anni vuole solo stabilità e pace. A molte persone non interessa perché la loro vita non cambierà e sostengono tutto ciò che è fondamentalmente islamico. La maggior parte delle donne sono contrarie, mentre gli uomini pensano che sia basato [termine dello slang online che indica approvazione N.d.R].

La sua storia inizia a circolare sul web e, mentre i social si popolano delle sue foto in piedi su un blindato o avvolto da una kefiah, alcuni giornali online iniziano a parlare di lui. Nelle ultime ore prima della caduta di Kabul Miles spiega di essersi deciso a fuggire, e di star per questo cercando di mettersi in contatto con l’ambasciata britannica. Su Facebook Miles ringrazia chi lo sostiene ma invita a preoccuparsi per gli afghani «che stanno molto, molto peggio di me». Qualcuno propone anche una raccolta fondi in suo aiuto che lui, però, boccia immediatamente. «Ho sentito di persone gentili che raccolgono soldi per il mio viaggio, ma per favore usateli per fare donazioni ad alcune associazioni di beneficenza della zona» scrive.

Milea Routledge nell’albero di Kabul dove sostiene di aver soggiornato | 4Chan

Tra le tante vicende drammatiche di questi giorni, la storia di “Lord” Miles sembra avere un lieto fine. Il 15, mentre Kabul cade nelle mani dei talebani, Miles fa sapere su Facebook di essere in un posto sicuro (dal quale fa anche una diretta Twitch), e il giorno dopo annuncia di starsi imbarcando su un volo diretto a Dubai. Stamattina l’epilogo definitivo con un brevissimo video-selfie in cui si riprende in quello che sembra essere l’interno di un aereo militare stracolmo e annuncia: «atterrato a Dubai grazie allo splendido personale dell’esercito britannico!». Storia finita, dunque, ma non senza un’ultima pennellata trash: una bottiglia di sciroppo canadese che Miles spiega di essersi scolato per un terzo prima di salire sul volo perché, scrive: «non era possibile portare liquidi a bordo».

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Ma è tutto vero?

La storia di Miles Routledge è passata ben presto dagli anfratti di internet alle pagine dei giornali. Dopo il suo arrivo negli Emirati Arabi Uniti il britannico Times lo ha raggiunto per un’intervista in cui Miles spiega di «non essere pentito» del suo viaggio.

Rimane inevasa, però, la domanda più gettonata dalle migliaia di utenti che hanno seguito la vicenda: è tutto vero? Il sospetto che Miles Routledge sia solo un mitomane è forte fin dalle prime battute di questa vicenda, quantomeno per l’incredibile coincidenza di un viaggio organizzato con ogni probabilità con qualche settimana di anticipo e coinciso esattamente con i giorni più drammatici per l’Afghanistan da diciannove anni a questa parte.

Miles risponde a queste critiche mostrando il suo permesso di soggiorno afghano e il biglietto del volo d’arrivo, riempiendo la discussione su 4Chan di foto di Kabul e, sopratutto, pubblicando l’ultimo video, quei fotogrammi dell’aereo militare sicuramente non banali da falsificare o replicare in altre circostanze.

Miles Routledge mostra la sua prenotazione aerea | 4Chan

Il magazine statunitense Motherboard ha avuto conferma da un esperto che almeno una delle foto diffuse da Miles – la più celebre, quella che lo vede in groppa ad un blindato – è stata effettivamente scattata in una località turistica a ottanta kilometri da Kabul. Un indizio a favore di Miles, ma troppo poco per sciogliere ogni dubbio.

Il tabloid inglese Mirror spiega di aver contattato tanto Miles quanto le autorità britanniche per un commento sulla vicenda, ma non sembra aver ricevuto risposte. Più fortuna ha avuto l’Indipendent che, citando un anonimo funzionario del Ministero degli esteri britannico, fa sapere che le autorità di Londra sono a conoscenza del caso e lo stanno seguendo con attenzione. Se non proprio una conferma ufficiale, sicuramente qualcosa di abbastanza vicino.

Di certo c’è che “Lord” Miles Routledge non è disposto a fermarsi. «Il mio prossimo viaggio? La Corea del Nord!» dice ai microfoni di Input. Si spera senza bisogno di altre tragedie come quella afghana.

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